EMISSIONI OTOACUSTICHE SPONTANEE (SOAE)

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INDICE

OTO 1.1) Che cosa sono le OAE (Otoacoustic Emissions)? pag.1

OTO 1.2) A cosa serve questo test. pag.2

OTO 1.2.3) Emissioni Otoacustiche Spontanee (SOAE).  pag.4

OTO 1.4) Emissioni Otoacustiche Spontanee (Soaes):Applicazioni Cliniche. pag.7

I APPROFONDIMENTO Stabilità a lungo termine delle emissioni otoacustiche spontanee. pag.12

 

OTO 1.1) Che cosa sono le OAE (Otoacoustic Emissions)?

Otoacoustic emissions are sounds made by our inner ear as it works to extract the information from sound to pass on to the brain.

http://www.otodynamics.com/images/2006713152716675_cochlea.gifFig. 1

(emissioni otoacustiche)

Le OtoEmissioni Acustiche Fig. 1 (emissioni

otoacustiche) riflettono la fine funzionalità cocleare principalmente legata all’attività e alla funzione di amplificazione delle cellule ciliate esterne. Notoriamente si distinguono in emissioni otoacustiche spontanee (SOAEs); emissioni otoacustiche da stimoli transienti (TEOAEs); emissioni otoacustiche di intermodulazione o prodotti di distorsione otoacustici (DPOAEs). Le OtoEmissioni Acustiche sono suoni prodotti dal nostro orecchio interno  quando cerca di  estrarre  informazioni dai  suoni che  trasmette al cervello. These biological sounds are a natural by-product of this energetic biological process and their existence provides us with a valuable ‘window’ on the mechanism of hearing, allowing us to detect the first signs of deafness – even in newborn babies. Questi suoni biologici sono un sottoprodotto naturale di questo processo energetico biologico e la loro esistenza ci fornisce una preziosa ‘finestra’ sul meccanismo uditivo,  che ci permette di rilevare i primi segni di sordità – anche nei neonati.

L’intensità dei Sounds made by healthy ears are quite small – quieter than a whisper and usually less than 30dBSPL.L’intensità  suoni prodotti dalle coclee (orecchi) normo funzionanti è piuttosto bassa -più silenziosa di un sussurro e di solito hanno un’intensità inferiore ai 30 dB SPL. They arrive in the ear canal because the middle ear receives vibrations from deep inside the cochlea. Questi suoni raggiungono il canale uditivo esterno , perché l’orecchio medio ,ricevendo queste  vibrazioni ,prodotte dall’interno della coclea produce This causes the eardrum to vibrate the air in the ear canal creating the sounds that we can record. una  vibrazione della membrana  timpanica e dell’aria nel condotto uditivo creando dei suoni che possiamo registrare.

To record otoacoustic emissions, or ‘OAEs’, a ‘probe’ is inserted in the ear canal.

otoacoustics

Per registrare le otoemissioni acustiche, o ‘OAE’, una ‘sonda’ viene inserita nel condotto uditivo. The probe closes the ear canal, keeping the OAEs in and any noise out. La sonda chiude il canale auricolare, mantenendo le OAE all’interno della sonda e in ogni altro tipo di rumore fuori. The probe both stimulates the ear with precisely defined sounds and records the sounds made by the ear via a tiny microphone. La sonda stimola l’orecchio con dei suoni ben definiti e registra i suoni prodotti dal proprio orecchio attraverso un minuscolo microfono

Fig. 2

Separating the applied sound from the ear’s own sound is a delicate business and needs computer processing power. Separare il suono generati dal microfono della sonda,  dai  suono prodotti dal proprio orecchio, è una operazione delicata  e necessita  di un computer con una notevole  potenza di elaborazione  

Fig. 3Today this is achieved by a variety of otoacoustic instruments.

http://bridgewatersh.com/wp-content/uploads/2010/04/54G4375.jpgFig. 4

Oggi questo è ottenuto con una varietà di strumenti otoacustiche. Hand-held and pocket-sized screeners are available which provide a quick indication of the status of the ear and are widely used for infant screening. Oggi sono disponibili strumenti portatile e tascabili,  che ci forniscono un’indicazione rapida dello stato dell’orecchio e sono ampiamente utilizzate per lo  screening infantile. Because OAEs are blocked by middle ear immobility, these instruments alert to both conductive and sensory dysfunction. Poiché le OAE sono bloccate da un orecchio medio immobile, questi strumenti ci informano  sia sulle  disfunzione conduttive, che neurosensoriali. Some OAE screeners provide a single indicator of function across speech frequencies, as does screening ABR. Alcuni tipi di  OAE ci forniscono  una unica indicazione sulla  funzione nelle varie frequenze del parlato, come fa lo screening ABR. Others provide a basic frequency breakdown. Altri forniscono una informazione di base sulla ripartizione delle frequenze. Although OAE screeners are sensitive to threshold elevations as small as 20dB, they do not provide a measure of the actual threshold. Sebbene gli screening infantili  OAE, siano  sensibili a piccoli aumenti di soglia come 20dB, non ci forniscono una misura sulla  soglia stessa. Fig. 4Today this is achieved by a variety of otoacoustic instruments.

Simple OAE screening instruments conceal the fact that otoacoustic emissions are quite complex phenomena – whether they are evoked by tones or clicks.

OTO 1.2) A cosa serve questo test

Le Emissioni Otoacustiche (OAEs) riflettono la fine funzionalità cocleare (micromeccanica) principalmente legata all’attività e alla funzione di amplificazione delle cellule ciliate esterne; tale attività sta alla base delle caratteristiche di spiccata sensibilità di soglia, di discriminazione selettiva e di dinamica della coclea. Le OAEs sono influenzate nella loro ampiezza dal sistema di controllo olivo-coleare mediale la cui attivazione ha generalmente un effetto inibitorio. Le OAEs si dividono nei seguenti quattro tipi principali per ciascuno dei quali si impiegano metodi specifici di misura.

Classificazione secondo il tipo di stimolo usato per evocare le OAEs

Due categorie:

SOAE = Spontaneous OAEs = emissioni spontanee. Parliamo di emissioni spontanee quando le misure vengono compiute in assenza di stimolo esterno.

EOAE = Evoked OAEs = emissioni evocate. Parliamo di emissioni evocate quando viene fornito uno stimolo acustico nel canale uditivo subito prima di registrare la risposta.

 

SOAEs = Spontaneous OAEs = emissioni spontanee

as) Le Emissioni Otoacustiche Spontanee (SOAEs), che per ora non trovano ancora sicuro impiego clinico e che indicano uno stato di attivazione continua delle cellule ciliate esterne legata alla motilità attiva delle stesse ben evidente anche in assenza di stimolazione acustica esterna; possono essere singole o multiple; presentano lo spettro di un tono puro o sinusoide e la loro caratteristica principale è la stabilità intraindividuale in frequenza, anche nel lungo tempo (anni!); sono presenti o comunque registrabili solo nel 35-45% degli orecchi sani ma sul loro significato fisiologico o patologico vi sono ancora molti dubbi.

EOAEs = Evoked OAEs = emissioni evocate

Le EOAEs. Possono essere di tre tipi:

TEOAES = Transient Evoked OAEs = emissioni evocate da stimoli transienti

SFOAES = Single Frequency OAEs = emissioni evocate da uno stimolo sinusoidale

DPOAES = Distortion Product OAEs = emissioni prodotto di distorsione

        

be) Le Emissioni Otoacustiche da stimoli transienti (TEOAEs), che tro­vano ancora oggi un largo impiego soprattutto in audiometria infantile; tali emissioni sono il risultato delle modifiche della motilità attiva delle cellule ciliate in risposta ad una stimolazione acustica mediante click; sono buoni indicatori dello stato di salute cocleare ma molto sensibili al livello di soglia uditiva, nel senso che per deficit audiometrici superiori ai 35-40 dB HL possono risultare assenti o difficilmente registrabili; dato il tipo di stimolo impiegato non è possibile ottenere una soddisfacente con­figurazione simil audiometrica delle risposte con specificità di frequenza; l’esplorazione della partizione cocleare anche se poco specifica in fre­quenza si ritiene comunque soddisfacente fino a 3KHz.

ce)Le Emissioni Otoacustiche  evocate da uno stimolo sinusoidale(SFOAEs). Le SFOAEs sono emissioni evocate da un unico tono continuo, generalmente un’onda sinusoidale monocromatica, in cui la risposta evocata si accavalla allo stimolo stesso.È quindi possibile sondare la membrana basilare per tutta la sua lunghezza incrementando la frequenza di volta in volta, con un passo tanto piccolo quanto maggiore vogliamo che sia la risoluzione in frequenza. I tempi impiegati da questo genere di test sono necessariamente molto più lunghi

rispetto ai tempi dei test utilizzati per ottenere una risposta TEOAE, ma i risultati sono di sicuro più precisi e non mostrano componenti non lineari, poiché ad ogni passo del test stimolo una ed una sola zona della membrana basilare.

Per mettere in risalto la risposta SFOAE, che risulta molto tenue rispetto all’intensità dello stimolo somministrato, si utilizza una tecnica differenziale che si basa sulla somministrazione alternata dello stimolo sinusoidale, il probe, e dello stesso stimolo sinusoidale sommato ad un tono soppressore di intensità e di frequenza vicina, all’interno della banda critica. La differenza tra il segnale registrato con o senza soppressore contiene alla frequenza dello stimolo solamente la risposta SFOAE, perché lo stimolo si cancella nella differenza e il soppressore ha una frequenza abbastanza differente da non interferire con il segnale SFOAE.

de)Le Emissioni Otoacustiche di intermodulazione o Prodotti di Distorsione Otoacustici (DPOAEs), che trovano oggi un largo impiego sia nella clinica audiologica del bambino e dell’adulto, sia in audiologia forense e del lavoro, sia infine in audiologia sperimentale; anche queste emissioni, al pari delle SOAEs e delle TEOAEs, sono generate prevalentemente dalle cellule ciliate esterne e pertanto indicano il loro stato di funzionalità; sono generate tipicamente da coppie di toni puri distanziati da un particolare intervallo di frequenza (toni primari) ed inviati all’orecchio; l’emissione ha una configurazione simile ad un tono puro la cui frequenza è la risultante matematica per somma o differenza fra i due toni primari. Fra tali com­binazioni quella maggiormente impiegata e misurata per scopi clinici è il prodotto di distorsione 2F1-F2 (differenza cubica) grazie alla sua mag­giore stabilità ed ampiezza. Dal momento che le DPOAEs sono generate da toni puri è possibile con una certa approssimazione configurare la risposta in maniera simil-audiometrica (DP-gram); è possibile effettuare interessanti rilievi sulle curve di crescita; sono un po’ più resistenti alla perdita audiometrica rispetto alle TEOAE, così come si spingono meglio ad una esplorazione cocleare superiore a 3KHz.

http://www.mercurydiagnostics.it/~/media/Images/Otometrics/Banner-Products/otoacoustics-emissions-testing-oae-madsen-capella-2.png?mh=500&mw=992

Vecchio Cappella

Nuovo Cappella

OTO 1.2.3) Emissioni Otoacustiche Spontanee (SOAE)

Le Otoemissioni Acustiche Spontanee (SOAE) Fig. 6 a-b furono le prime otoemissioni ad essere scoperte e registrate perché sono rilevate nel CUE di orecchie con udito normale, senza alcuna stimolazione intenzionale Kemp, nel 1979, fu il primo a documentare la presenza di queste vibrazioni (Kemp;1979). ; richiedono, però, un ambiente particolarmente insonorizzato, oltre che apparecchiature di analisi estremamente sensibili, dato che possono avere ampiezze molto ridotte.

Esse sono vulnerabili a diverse cause patogene in grado di determinare sofferenze a carico delle cellule ciliate esterne. Le cause più comuni che inducono sofferenza delle cellule esterne sono l’ipossia (Evans 1981), i farmaci ototossici (Long 1988) ed il rumore (Norton 1989).

Le SOAE sono dei segnali a banda stretta (circa 1 Hz.) (Wit 1990), registrati in assenza di stimoli esterni e individuabili nel 50-60% dei soggetti normali (Probst et al,1986; Lansbury-Martin, 1988;), Nei neonati con udito normale, si riscontrano in circa il 25-80%. Le SOAEs in genere non si trovano in soggetti con udito con soglia superiore a di 30 dB HL. Pertanto, la presenza di SOAEs di solito viene  considerata un segno di salute cocleare, ma l’assenza di SOAEs non è necessariamente un segno di anormalità. Sono sovente di livello acustico molto basso per cui richiedono un’apparecchiatura tecnologicamente sofisticata per la loro analisi e misura. La loro configurazione acustica è analoga a quella dei segnali sinusoidali e il loro riconoscimento si effettua attraverso un’accurata analisi di Fourier (Fast Fourier Trasform, FFT) del fenomeno. La loro origine è sicuramente fisiologica, legata ai meccanismi attivi intracocleari, ma vi sono numerose osservazioni che indicano, in situazioni di danno molto selettivo o di disfunzione localizzata e iniziale, possibili fattori enfatizzanti la generazione spontanea di emissioni. Oggi ci sono forti evidenze che la generazione di SOAEs dipenda da una normale funzione cocleare. Esse sono considerate sottoprodotti dell’amplificatore cocleare, processo responsabile della selettività di frequenza, dell’alta sensibilità e del largo spettro di frequenza udibile dalla coclea (Kemp 1986[1]). L’esatto meccanismo responsabile della generazione delle SOAEs non è conosciuto, sebbene sia certo che derivino dall’attività non lineare delle cellule ciliate esterne poste nel punto della coclea che vibra per quella frequenza registrata (Keilson 1993). Oggi ci sono forti evidenze che la generazione di SOAEs dipenda da una normale funzione cocleare. Esse sono considerate sottoprodotti dell’amplificatore cocleare, processo responsabile della selettività di frequenza, dell’alta sensibilità e del largo spettro di frequenza udibile dalla coclea (Kemp 1986[1]). L’esatto meccanismo responsabile della generazione delle SOAEs non è conosciuto, sebbene sia certo che derivino dall’attività non lineare delle cellule ciliate esterne poste nel punto della coclea che vibra per quella frequenza registrata (Keilson 1993).

SOAEs sono tipicamente bilaterali, piuttosto che unilaterali. Se unilaterale, è più probabile che sia presente nell’orecchio destro piuttosto che all’orecchio sinistro.  Hanno una  maggiore prevalenza nel sesso femminile. Questa differenza non può essere attribuita alla maggiore esposizione al rumore ambientale o occupazionale dei soggetti maschi (Burns et al, 1984;), ma può essere spiegato dal fatto che nei soggetti femmine vi è un rapporto segnale-rumore (S/N) più favorevole, dovuto alle minori dimensioni medie del CUE, quindi un volume inferiore rispetto a quello maschile. Le otoemissioni spontanee sono registrabili anche dopo lunghi periodi di tempo, costituendo così una peculiarità nel soggetto in cui vengono registrate.

Le SOAE hanno normalmente una banda di frequenze compresa tra 0,5 e 6 KHz e la maggiore parte dei soggetti adulti presenta i picchi tra le frequenze di 1 e 2 KHz. Alcuni individui hanno SOAEs multifrequenza su una gamma di frequenze più ampie Fig 7. Molti studi hanno dimostrato che l’ampiezza spettrale delle spontanee è compresa tra -16 e 20 dB SPL, con una elevata prevalenza nell’intervallo tra -12 e 0 db SPL. Questa caratteristica specificità in frequenza delle otoemissioni spontanee ha portato i ricercatori ad ipotizzare una relazione tra queste otoemissioni ed i casi di individui con acufene soggettivo. Penner e Burns (1987) hanno dimostrato che è possibile mascherare indipendentemente l’acufene e le SOAE senza produrre alterazioni nelle caratteristiche di entrambi. Questo suggerisce che gli acufeni e le SOAE non sono correlati ma sono solo fenomeni coesistenti. Durante gli studi sulle SOAE è stato spesso rilevato la presenza di diversi picchi di spontanee nettamente separati, con una differenza di frequenza non maggiore di 50 Hz. Queste emissioni possono interagire in diverso modo: sopprimendosi a vicenda o generando altra energia vibratoria definita come prodotti di distorsione. E’ possibile infatti che le SOAE siano originate come prodotti di distorsione quando altre due SOAE si comportano da toni primari (Burns et al, 1984;). Le diverse interazioni tra le SOAE rimangono comunque, per il momento, un fenomeno di difficile comprensione.

http://www.oae.it/www.oae.it/images/Lecture_DPOAE_spont.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig,5 : Emissioni Spontanee, da un soggetto neonatale

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http://www.tanzariello.it/images/orecchio/esami/Otoemissioni_Spontanee.gif

Fig. 6 a-b Otoemissioni Acustiche Spontanee (SOAE)

http://img.medscape.com/pi/emed/ckb/otolaryngology/834279-835752-835943-836018.jpg

Fig. 7 Un esempio di emissioni otoacustiche spontanee multifrequenza (SOAEs) registrato da una donna di 48 anni con un udito normale. Le punte nere rappresentano la risposta di sopra del rumore di fondo.

EMISSIONI OTOACUSTICHE SPONTANEE (SOAES):APPLICAZIONI CLINICHE

Le SOAEs non sono le emissioni otoacustiche di scelta per valutare clinicamente la funzione cocleare poiché non sono misurabili in tutte le orecchie normali e appaiono a frequenze imprevedibili. Tuttavia, la presenza di una SOAE indica che la coclea nella regione di frequenza corrispondente alla emissione funziona (Probst 1987, Bright 1986) e che la soglia media per quell’orecchio è migliore di 25 dB HL (Moulin 1991).

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Stabilità a lungo termine delle emissioni otoacustiche spontanee

Edward M. Burns J Acoust Soc Am. 2009 May; 125(5): 3166–3176.

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Astratto

Otoemissioni acustiche spontanei (SOAEs) sono stati misurati longitudinalmente per durate fino a 19,5 anni. Età iniziali dei soggetti variava 6-41 anni. La scoperta più interessante è stata una diminuzione della frequenza di tutte le emissioni in tutti i soggetti, che è stato pressoché lineare in% / anno e una media di 0,25% / anno. Livelli SOAE anche la tendenza a diminuire con l’età, una tendenza che è stato significativo, ma non coerente tra le emissioni, sia all’interno che tra i soggetti. Livelli di singoli SOAEs potrebbero diminuire, aumentare, o rimanere relativamente costante con l’età. Diversi tipi di instabilità di frequenza / livello sono stati notati in cui alcuni SOAEs all’interno di un orecchio interagito in modo tale che i loro livelli sono stati correlati negativamente. Queste instabilità spesso persistito per molti anni. SOAEs sono stati misurati in due femmine nel corso della loro gravidanza. Nessuna modifica nei livelli SOAE o frequenze sono stati visti, che erano più grandi di quanto sono stati segnalati nelle donne nel corso di un ciclo mestruale, che suggeriscono che i livelli di ormoni gonadici femminili non hanno un effetto diretto significativo sulle frequenze o livelli SOAE.Otoemissioni acustiche spontanei (SOAEs) sono stati misurati longitudinalmente per durate fino a 19,5 anni. Età iniziali dei soggetti variava 6-41 anni. La scoperta più interessante è stata una diminuzione della frequenza di tutte le emissioni in tutti i soggetti, che è stato pressoché lineare in% / anno e una media di 0,25% / anno. Livelli SOAE anche la tendenza a diminuire con l’età, una tendenza che è stato significativo, ma non coerente tra le emissioni, sia all’interno che tra i soggetti. Livelli di singoli SOAEs potrebbero diminuire, aumentare, o rimanere relativamente costante con l’età.Diversi tipi di instabilità di frequenza / livello sono stati notati in cui alcuni SOAEs all’interno di un orecchio interagito in modo tale che i loro livelli sono stati correlati negativamente. Queste instabilità spesso persistito per molti anni. SOAEs sono stati misurati in due femmine nel corso della loro gravidanza. Nessuna modifica nei livelli SOAE o frequenze sono stati visti, che erano più grandi di quanto sono stati segnalati nelle donne nel corso di un ciclo mestruale, che suggeriscono che i livelli di ormoni gonadici femminili non hanno un effetto diretto significativo sulle frequenze o livelli SOAE.

INTRODUZIONE

Le emissioni otoacustiche spontanee (SOAEs), insieme con i vari delle OAE stimolo-correlati, sono stati ampiamente studiati dalla loro scoperta da Kemp (1979) , in parte perché forniscono una tecnica non invasiva per sondare la meccanica cocleari. I modelli attuali di generazione SOAE ( Talmadge et al., 1998 ; Shera 2003 ) propongo SOAEs sono attivamente mantenuti onde stazionarie cocleari, che nascono dalla riflessione coerente di onde che viaggiano a termine nella regione di basilare membrana massima (BM) e spostamento la riflessione delle onde viaggiano arretrate alle staffa. In questi modelli, potenziali frequenze SOAE sono legati al cambiamento di fase totale coinvolti in viaggio di andata e ritorno di un’onda passando da staffa alla regione di riflessione e posteriore. Questi modelli spiegano la quasi periodicità e caratteristico spazio minimo di frequenze delle SOAE (rivisto in Talmadge et al., 1998 ) e l’influenza delle proprietà dell’orecchio medio sule frequenze delle SOAE ( Shera, 2003 ).

Nel termine ultra-short, dell’ordine di 1 min, le SOAEs umane sono apparentemente a frequenza bloccata basato sulla loro estremamente bassa variabilità di frequenza ed ampiezza. Per la frequenza, larghezze di banda a metà potenza possono  essere inferiore allo 0,1% della frequenza delle SOAE; per ampiezza RMS fluttuazioni di ampiezza possono  essere inferiore al 6,3% dell’ ampiezza media delle SOAE ( Van Dijk e Wit 1990 ). Nel breve termine, dell’ordine di ore per mesi, frequenze e ampiezze delle SOAE sono più variabili. Una delle principali fonti di variabilità, nelle misurazioni effettuate su una singola sessione di registrazione, sono derive lenti di frequenza delle SOAE (su o giù) ed ampiezza (aumenta tipicamente), che si verificano in un periodo di circa 30 minuti dopo l’inserimento del microfono sia nell’orecchio misurato o, nel frattempo tra le misurazioni, nell’orecchio controlaterale ( Zurek 1981 , Rabinowitz e Widen 1984 ,Whitehead, 1988 , 1991 ), a quanto pare in seguito a effetti efferenti  indotti dal contatto del microfono. Le derive di frequenza media sono dell’ordine di 0,1%, con spostamenti massimi dell’ordine di 0,5%; le derive medie di ampiezza sono dell’ordine di 1,5 dB ( Whitehead 1988 , 1991 ).

Misurazioni ripetute per diverse settimane o mesi mostrano la variabilità della frequenza dello stesso ordine di grandezza come all’interno tornata variabilità, ma molto più grande variabilità di ampiezza. Whitehead (1988) ha trovato spostamenti medi della massima frequenza di circa 0,4% e spostamenti medi massimi di ampiezza, di circa 8 dB per 19 SOAEs, in un soggetto misurato ogni settimana per 6-8 settimane. Calcoli basati sui dati della Fritze (1983) mostrano una deviazione standard di 0,26% per 41 misurazioni di un singolo SOAE oltre 4 mesi. Alcune di queste variabilità settimanale o mensile sono presumibilmente legate a piccoli spostamenti, meno dell’1%, che seguono ad un ciclo diurno e, nel caso delle femmine mestruate,ad un ciclo mensile ( Wit, 1985 ; Wilson, 1986Bell, 1992 ; Haggerty et al., 1993 ; Penner, 1995 ).

Le frequenze e le ampiezze delle SOAE sono influenzati da fattori che cambiano l’impedenza dell’orecchio medio, tra cui la trasmissione tra la staffa e la coclea. Elicitazione dei risultati riflessi dell’orecchio medio a spostamenti di frequenza e ampiezza, che sono per lo più aumenta in frequenza inferiore all’1% e diminuisce in ampiezza di 25 dB o più, con gli spostamenti massimi si verificano in SOAEs con frequenze inferiori a 3 kHz (Schloth e Zwicker 1983 ; Rabinowitz e Widen 1984 ; . Mott et al, 1989 ; Harrison e Burns, 1993 ; . Burns et al, 1993b ). Aumentando o diminuendo la pressione statica nel condotto uditivo ( Kemp 1979 ; Wilson e Sutton 1981 ; Schloth e Zwicker 1983 ;Whitehead 1988 ), o aumentando o diminuendo la pressione ambiente ( Hauser et al., 1993 risultati in una simile) modello di spostamenti di frequenza e ampiezza; Tuttavia, spostamenti di frequenza da variazioni della pressione statica possono essere grandi come il 5% ( Kemp 1979 ; Wilson e Sutton 1981 ). Infine, cambiamenti di postura, che presumibilmente aumentano la rigidità dell’orecchio medio, attraverso cambiamenti nella pressione intracocleare, analogamente, in un modello di frequenza e ampiezza turni coerenti con quelli ottenuti con i metodi più diretti per aumentare la rigidità dell’orecchio medio ( di Bell, 1992 ; Whitehead 1988 ; . De Kleine et al, 2000 ).

L’attivazione del sistema efferente cocleare, per esempio, con stimolazione acustica controlaterale, sono anche in grado di produrre piccoli cambiamenti positivi delle frequenze SOAE, meno dello 0,3%, e piccole riduzioni in ampiezza ( Mott et al., 1989 ; lunga 1989 ). Questi effetti, tuttavia, sono molto difficili da separare da effetti riflessi dell’orecchio medio ( Harrison e Burns 1993 ).

Infine, vi è una piccola modulazione di frequenza delle SOAEs, di circa lo 0,1% che si correla con la frequenza cardiaca ( Lungo e Talmadge 1997 ). Poiché la maggior parte delle misure SOAE vengono analizzati con distribuzioni di tempo-frequenza (TFDS) hanno trasformate di Fourier relativamente alta per la risoluzione di frequenza e bassa per la risoluzione temporale, ad esempio, spettralmente-medi, questa modulazione  di solito si manifesta come bande laterali di basso livello in tutto il SOAE.

I dati sopra citati sono rappresentativi della maggior parte dei SOAEs. Tuttavia, ci sono molti SOAEs che sono molto meno stabile sia a breve termine che a ultra-breve termine. Nel corso dei nostri studi, l’autore e colleghi hanno misurato un gran numero di SOAEs con ultra-breve termine la variabilità di frequenza era più di un ordine di grandezza superiore a quella misurata da Van Dijk e Wit (1990 ). La maggior parte di questi SOAEs erano di basso livello, che presumibilmente sono state perturbate da rumore (Talmadge et al., 1993 ); Tuttavia, abbiamo anche misurato un numero di SOAEs con frequenza instabile agli alti livelli. Inoltre, abbiamo misurato un numero di SOAEs cui frequenze erano stabili, ma la cui ampiezza varia in modo “on-off” per un arco di tempo di decimi-di-secondi per decine di secondi ( Burns e Keefe 1992 ; Burns 1996 ).

Mentre le instabilità nelle singole SOAEs, sopra descritte, sono apparentemente indipendenti instabilità in altre SOAEs nello stesso orecchio, un altro tipo di instabilità delle SOAE che è stato documentato è il “-sharing energia” SOAEs dove coppie o gruppi, di SOAEs co-variano in modo altamente correlati. Ci sono almeno tre varianti di questo tipo di instabilità. SOAEs non contigui-linked sono gruppi di SOAEs, solitamente separati da SOAEs stabili, i cui livelli di co-variazione in modo on-off; Per esempio, quando un gruppo è presente l’altro è assente ( Burns et al., 1984 ; Whitehead 1988 ).La spaziatura tra le frequenze di queste SOAEs è coerente con la caratteristica distanza minima di SOAE frequenze-circa il 6% -osservato in letteratura e predetti dai modelli standing-onda. In alcuni casi il passaggio on-off da un gruppo di SOAEs all’altro (cioè, tra “stati”) può essere provocata cambiando pressione dell’orecchio medio ( Whitehead 1988 ), o dalla presentazione di un tono esterno ( Burns et al ., 1984 ). Il passaggio da stato a stato di queste SOAEs instabili si traduce spesso in piccolo, meno dell’1%, sposta le frequenze di SOAEs stabili adiacenti. La durata di spostamento dello Stato spontanea può variare da pochi secondi a mesi.

Un’altra variazione dell’instabilità condivisione dell’energia sono SOAEs contigui-linked. In questo caso le ampiezze delle coppie di SOAEs contigue, la cui frequenza è di nuovo spaziatura coerente con la caratteristica distanza minima di SOAEs, co-varia inversamente. Le analisi di questo tipo di instabilità di breve durata Fourier Transform (STFT) e altri TFDS aventi alta risoluzione temporale dimostrano che tale co-variazione non è tipicamente un on-off co-variazione; piuttosto, entrambi SOAEs sono solitamente presenti contemporaneamente, ma con uno o l’altro di essi ad un livello molto inferiore ( Burns e Pitton 1993 ).

La terza variante di questa condivisione di energia, la condivisione dell’energia bimodale SOAE, è un SOAE che sposta tra due frequenze la cui spaziatura è solitamente inferiore alla distanza minima tra caratteristico SOAEs adiacenti (Whitehead, 1988 , Burns e Keefe, 1992 ). Le analisi di questi SOAEs con TFDS aventi alta risoluzione temporale mostrano che la commutazione tra le frequenze è in modo on-off ed è molto rapida, spesso si verificano su tempi che sono inferiori al tempo di risoluzione del TFDS ( Burns e Keefe, 1992 , Burns e Pitton 1993 ). Presumibilmente questa instabilità riflette un singolo SOAE che ha una distribuzione di frequenza bimodale. Per questa instabilità il decorso dello spostamento varia da decimi-di-secondi per mesi.

Ci sono relativamente pochi dati sul lungo periodo (in anni) di stabilità di frequenza ed ampiezza delle SOAEs. Kohler e Fritze (1992) riferito misurazioni di 13 SOAEs in 7 orecchie su un unico intervallo di misurazione di 3,5-7,2 anni. Tutti SOAEs hanno mostrato una diminuzione della frequenza che in media 0,14% / anno in tutte le emissioni. 1Burns et al.(1993a) misurato 54 emissioni da 12 soggetti per periodi fino a oltre 9 anni e ha anche osservato un calo nella frequenza di tutte le emissioni, che in media circa 0,2% / anno. Anche se vi è una tendenza evidente in questi dati per una diminuzione a lungo termine in frequenza SOAE con l’età, la piccola entità di questo spostamento apparente, rispetto alla grandezza dei cambiamenti a breve termine della frequenza SOAE da altri fattori descritti sopra, richiede che misurazioni longitudinali di frequenze SOAE venire eseguite in un periodo molto lungo.

L’autore e tre dei suoi figli sono “super emettitori” che avevano partecipato allo studio di Burns et al.(1993a) sulla stabilità SOAE. 2 Avere accesso facile supplementare per queste orecchie ha fornito alll’autore con un nucleo di soggetti particolarmente adatti per la continuazione e l’ampliamento del precedente studio. Alla fine, le misurazioni ripetute erano disponibili per alcuni soggetti per oltre 19 anni.

METODI

Misure longitudinali a lungo termine

I soggetti per lo studio longitudinale a lungo termine sono stati 6 i bambini (di età iniziale 6-12 anni) e 12 adulti (di età iniziale 21-41 anni). Dettagli relativi lunghezza del periodo di misurazione, il numero di misurazioni, età iniziale, ecc, sono riportati nella tabella Table1.1 . Soggetti 3, 4, 5, e 6 sono figli d’autore e soggetto 18 è l’autore. Gli altri soggetti adulti erano stati misurati inizialmente mentre gli studenti laureati in parola e dell’udito Dipartimento di Scienze presso l’Università di Washington e aveva sia rimasti nella zona di Seattle o avevano commesso l’errore di rivisitazione del reparto. Al momento delle misurazioni iniziali, tutti i soggetti avevano timpanogrammi normali e soglie entro limiti di norma a tutte le frequenze audiometriche, con l’eccezione del 41 anni autore che aveva uno spostamento permanente di soglia maggiore di 40 dB a 8000 Hz sia orecchie. Il periodo di misura minima per l’inclusione nello studio era di 4 anni.

Tabella 1

Informazioni soggetto individuale e cambiamenti medi SOAE. I numeri tra parentesi sono deviazioni standard.

Soggetto

Età iniziale

Sesso

Numero di SOAEs

Anni misurata

Misure

Spostamento di frequenza media (% / anno)

Spostamento di livello medio (dB / anno)

1

6

F

3

4.0

4

-0.27 (0,07)

-0.6 (0.5)

2

6

F

19

4.1

5

-0.26 (0,09)

0.4 (2.3)

3

7

F

6

19.3

16

-0.19 (0,04)

-0.7 (0.3)

4

9

F

11

16.3

15

-0.23 (0.03)

-0.5 (5.8)

5

9

M

2

13.5

11

-0.19

-0.5

6

12

F

9

19.5

15

-0.35 (0,06)

-0.6 (5.0)

7

23

F

3

14.1

3

-0.19 (0,07)

0.0 (0.4)

8

27

F

4

7.1

3

-0.29 (0,07)

-0.6 (1.4)

9

28

F

2

13.8

3

-0,16

-0.9

10

30

F

6

6.4

8

-0,13 (0,07)

-1.1 (9.3)

11

30

F

2

5.1

2

-0.27

-0.1

12

31

F

10

5.0

2

-0.21 (0,06)

-1.5 (1.2)

13

32

F

2

5.0

2

-0.13

-0.3

14

36

F

3

5.1

2

-0.41 (0.01)

-0.2 (0.6)

15

36

M

1

4.1

2

-0.17

-2.1

16

37

M

1

6.8

2

-0.41

-0.8

17

38

M

1

15.0

5

-0.21

-0.5

18

41

M

11

19.3

47

-0.28 (0,07)

-0.3 (0.5)

Tabella 1

Informazioni soggetto individuale e cambiamenti medi SOAE. I numeri tra parentesi sono deviazioni standard.

Misure SOAE per le materie studiate il più lungo, quelli misurati su periodi di maggiore di 16 anni, avviato a metà del 1983 ai primi 1984. Misure dal 1983 ad aprile 1986 sono stati realizzati con un microfono inserto su misura, che ha utilizzato un modello di Knowles 1842 microfono e un Grason-Stadler oto-ammissione metri auricolare dotato di un cuscinetto in gomma di dimensioni appropriate. Da aprile 1986 ad aprile 1988 le misurazioni sono state ottenute con un modello Etymotic ER-10 microfono inserto con eartips schiuma. Da aprile 1988 fino alla fine dello studio nelle misure 2003 sono state effettuate con un modello Etymotic ER-10B microfono, che ha utilizzato anche gli auricolari di un contatore oto-ammissione. Tutti i microfoni sono stati calibrati in un accoppiatore Zwislocki montato in un manichino KEMAR. Le misurazioni sono state ottenute con i soggetti seduti tranquillamente in una camera di suono-trattati. 3timpanogrammi sono stati misurati alla sessione iniziale e in ogni sessione in cui le misure SOAE indicato che ci potrebbe essere un problema dell’orecchio medio (ad esempio, non SOAEs, o livelli molto bassi , in un orecchio che aveva in precedenza avuto SOAEs), ma non sono stati misurati di routine ad ogni sessione.

Segnali Microfono erano alte-pass filtrato (c / o 300 Hz, roll-off 6 dB / ottava). Dal 1983 fino al 1991, i segnali sono stati analizzati in linea con un analizzatore di spettro Wavetek-Rockland 5820A. Ogni misura è tipicamente basato su 64 medie spettrali. La regione di frequenza da 0 a 10 kHz è stata esaminata. Misure di frequenza sono state fatte con un binwidth analisi di 1,25 Hz; Tuttavia, l’opzione “migliorata precisione” dell’analizzatore, utilizzando la media ponderata dei bidoni analisi adiacenti a quello contenente la massima energia, ha risoluzione di frequenza di misura nominale di 0,125 Hz. Misure di livello sono state fatte con un binwidth analisi di 12,5 Hz per conto, in una certa misura, per l’ampia larghezza di banda apparente delle SOAEs meno frequenza stabile.

Dal 1991 fino alla fine dello studio, i segnali microfonici sono stati registrati digitalmente (44,1 kHz frequenza di campionamento) e analizzati offline. Tipicamente, registrazioni di 20 s durata stati analizzati mediante trasformata di Fourier discreta (DFT) con media spettrale con 2: 1 Fattore di sovrapposizione. Misure di frequenza erano basati su spettri ottenuti applicando una finestra Hanning 262144-campione, che ha dato un binwidth analisi di 0,17 Hz. Misure di livello sono stati ottenuti utilizzando una finestra Hanning 4096-campione, che ha dato una binwidth analisi di 10.8 Hz ..

Per il pre-1991 (linea) misurazioni i criteri di esistenza per SOAEs erano basate su ripetibilità misurazione e confronto con dati di calibrazione. Per le misure non in linea SOAEs sono chiaramente discriminabili da artefatti puro-tono elettrici in base alle loro larghezze di banda in modalità ad alta frequenza risoluzione; cioè, anche i SOAEs maggior frequenza stabile hanno una larghezza di banda di metà potenza più ampio di un segnale elettrico puro-tono, e SOAEs hanno anche un ampliamento pronunciato nei pressi del rumore di fondo ( lunga e Talmadge 1997 ).

Le SOAEs seguiti sono stati selezionati in una certa misura. Ad esempio, i soggetti super-emettitore può avere molte, di basso livello, SOAEs altamente frequenza-instabile borderline, che spesso scompaiono da una sessione all’altra, e la cui frequenza è difficile da caratterizzare. Questi SOAEs deboli non sono state seguite longitudinalmente;tuttavia, alcuni SOAEs inizialmente frequenza stabile che in seguito divennero instabili sono stati seguiti più possibile. Inoltre, in alcuni casi, SOAEs che in seguito divennero stabili non erano presenti nelle sessioni di misura iniziale, ma è apparso negli anni successivi. Alcuni di questi ultimi SOAEs, in particolare, quelle che comprendeva un membro di una coppia di condivisione di energia, sono stati seguiti, ma non sono inclusi nei dati medi.

Misurazioni fini della microstruttura della soglia uditiva

La correlazione tra frequenze SOAE e minimi nella microstruttura della soglia uditiva è ben documentato ed è rivolta nei modelli attuali di generazione SOAE (ad esempio,Schloth 1983 , lungo e Tubis 1988 ; Talmadge et al., 1998 ). In particolare, minimi in soglia di struttura fine corrisponde maxima in stimolo-frequenza di emissione otoacoustic (SFOAE) struttura fine, che a sua volta corrisponde a frequenze alle quali SOAEs possono essere presenti. Cioè, SOAEs corrisponde sempre a una soglia minima, ma non tutti soglia minimi avere un SOAE ad essi associati. Per soggetti 18, che è stato seguito per un periodo di 19,5 anni soglia microstruttura è stata misurata in entrambe le orecchie al momento della misurazione iniziale (1983), 11 (1994), ei 19 anni (2003). Soglie sono stati ottenuti per i toni puri a frequenze separate da intervalli di 10 Hz utilizzando una procedura Bekesey-tracking computerizzato. Toni durata 500 ms sono stati presentati alla velocità di 1 / s. Toni consecutivi aumento o diminuzione del livello di un incremento di decibel fissa. La direzione del cambiamento di livello era controllata dal soggetto. Soglie erano basate sugli ultimi sei dei dieci turn-around.

Misurazioni longitudinali durante la gravidanza

Una spiegazione postulato per la variazione mensile di frequenza SOAE nelle femmine si basa su un effetto diretto degli ormoni estrogeni e / o progesterone sul meccanismo di generazione di SOAEs ( Haggerty et al., 1993 ; Penner, 1995 ). Poiché i livelli di questi ormoni variano molto più drammatico nel corso di una gravidanza che durante un normale ciclo mestruale, variazioni nelle frequenze SOAE presumibilmente variare anche più drammaticamente durante la gravidanza. SOAEs in due femmine sono stati misurati ogni poche settimane nel corso della loro gravidanza. Soggetto P1 è stato seguito da 28 settimane preparto a 48 settimane dopo il parto. Soggetto P2 è stato seguito da 38 settimane preparto a 58 settimane dopo il parto. Per soggetto P1, timpanogrammi sono stati misurati a ogni sessione. Questi due soggetti non facevano parte dello studio principale.

RISULTATI

Spostamenti longitudinali di frequenza

96 SOAEs dei 18 soggetti sono stati misurati. Tutte le 96 SOAEs hanno mostrato diminuzioni nella frequenza sui rispettivi periodi di misurazione. La figura Figura 11 mostra le variazioni relative frequenze SOAE per un periodo di 19,5 anni per i soggetti 6, che aveva 12 anni al momento della prima misurazione. La frequenza iniziale e l’orecchio di ogni SOAE sono riportati nella figura legenda. Questi risultati sono rappresentativi in quanto tutte SOAEs mostrato una graduale diminuzione della frequenza nel tempo;queste diminuzioni sono state approssimativamente lineare percentuale frequenza-shift-per-anno, e c’era una tendenza per SOAEs bassa frequenza per mostrare un maggiore spostamento.

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Figura 1

Spostamenti di frequenza longitudinali per 11 SOAEs a soggetto 6. Il * indica il membro di una coppia SOAE contigua-linked non presente nei primi anni dello studio.

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Spostamenti di frequenza longitudinali per 11 SOAEs a soggetto 6. Il * indica il membro di una coppia SOAE contigua-linked non presente nei primi anni dello studio.

Per i 77 SOAEs che sono stati misurati almeno tre volte, le trame di spostamento di frequenza di tempo sono stati montati con la regressione lineare. Di questi, 45 SOAEs che sono stati misurati per periodi di almeno 12 anni avevano tutti coefficienti di determinazione superiore a 0,85. Le pendenze delle lineari adatta per tutti SOAEs sono mostrati nella tabella Table11 come una pendenza media per ogni soggetto. Per i soggetti di cui SOAEs sono stati misurati solo due volte, le piste sono stati calcolati dai due misure.La pendenza media di tutte le SOAEs era -0.25% / anno. La gamma di piste per tutti i SOAEs era dal -0,033% / anno per -0,539% / anno; l’intervallo per SOAEs misurati per almeno 12 anni era da -0,132% / anno per -0,440% / anno. Frequenze iniziali più basse tendevano a mostrare grandi pendenze negative.

Una regressione lineare di frequenza-shift-slope on frequenza iniziale, livello iniziale, età iniziale, la durata della misura, e l’orecchio ha mostrato un piccolo ma significativo effetto di frequenza iniziale (β = 0,015% / anno kHz; r = 0,242, p = 0.017 ). Nessun altro predittori erano significative.

Alcuni altri aspetti dei risultati mostrati in Fig. Fig.11 sono degni di nota. Questo tema è stato uno dei soggetti con SOAEs instabili non contigui-linked studiati da Burns et al.(1984), e le misurazioni longitudinali iniziali sono state prese a circa lo stesso tempo come le misurazioni analizzati nel documento. Questi dati sono stati poi rianalizzati da Keefe et al.(1990) , che ha concluso che i SOAEs che comprendevano i SOAEs non contigui-linked possono essere caratterizzati come elevate armoniche di un tenero di bassa fondamentale. I SOAEs con frequenze di 1232, 1335, e 1594 Hz mostrati in Fig. Fig.11sono tre di tali SOAEs. Se sono rimasti armoniche di una fondamentale comune sarebbero, ovviamente, si aspetta per mostrare esattamente gli stessi spostamenti di frequenza percentuale nel corso del tempo. Questo è stato il caso per i primi 2 anni e per i primi 6 anni per due SOAEs, ma dopo che tutti hanno mostrato significativamente diversi turni di frequenza. L’instabilità, una spontanea “switching stato” tra i due gruppi di SOAEs, non è stato visto in qualsiasi misurazione seguenti misure 2 anni, e la commutazione Stato non poteva essere indotta con la presentazione dei toni esterni, come lo era stato in studio originale . Dovrebbe anche essere notato che questo orecchio aveva sia il più grande spostamento medio SOAE (-0,385% / anno) di qualsiasi orecchio studiato, nonché il più grande spostamento di un individuo SOAE misurata più di 12 anni (-0,440% / anno).

I turni di frequenza per l’orecchio destro del soggetto 6 mostrano la stessa forma dei dati di sinistra-orecchio, ma la variazione di frequenza media di SOAEs (-0,2% / anno) è più piccolo. Sebbene spostamenti di frequenza nei due orecchie non erano significativamente differenti tra i soggetti, in materia differenza è altamente significativo ( t = 7.12, p <0.001), nonostante una simile gamma di frequenze SOAE. Le due frequenze SOAE, che sono seguiti da * s, 1915, e 4910, sono esempi di instabilità contigua linked descritto nell’introduzione. Questi SOAEs sia apparvero circa l’ottavo anno di misura (19 anni): i loro spostamenti di frequenza a quel punto sono stati arbitrariamente tracciate come lo stesso come i loro vicini di condivisione di energia, 2106 e 4710, rispettivamente. Sia il 4710 e 4910 SOAEs erano contemporaneamente presenti in misura fino alla fine dello studio, mentre il 2106 SOAE finalmente è stato sostituito dal 1915 SOAE a circa 15 anni (27 anni). Le due emissioni comprendenti ciascuna coppia mostrano analoghe frequenza-shift piste, e, infatti, spostamenti di frequenza 4710 e 4910 mostrano una struttura fine simile in queste trame.

Figura Figura 22 mostra i cambiamenti di frequenza per l’orecchio destro del soggetto 18. Vari aspetti di questi dati sono di interesse. Innanzitutto, questo orecchio presenta due delle instabilità abbiamo caratterizzati come bimodale: SOAEs che sono separati in frequenza inferiore alla distanza caratteristica SOAE minimo e le cui ampiezze co-variano in modo on-off. La struttura fine irregolare degli spostamenti di 929 Hz SOAE illustra questo fenomeno. Le frequenze SOAE iniziali per questo argomento (a 41 anni) si basano su una media di 57 misurazioni per SOAE prelevati durante un periodo di 1 mese. La maggior parte delle misure di frequenza ha mostrato una distribuzione approssimativamente normale, con una deviazione standard media attraverso SOAEs del 0,18%. Il 929-Hz SOAE, tuttavia, ha mostrato una distribuzione bimodale con modalità a 929 e 941 Hz. La modalità 929 Hz è stato scelto come riferimento perché era il modo predominante, ma l’irregolarità evidente della struttura fine della trama frequenza di spostamento nei primi 10 anni riflette il fatto che per alcune delle misurazioni longitudinali, il SOAE era nella modalità superiore frequenza.

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Figura 2

Spostamenti di frequenza longitudinali per sei SOAEs nel dell’orecchio destro di soggetto 18. La linea tratteggiata indica il membro di una coppia non presente nei primi anni dello studio bimodale-SOAE.

Spostamenti di frequenza longitudinali per sei SOAEs nel dell’orecchio destro di soggetto 18. La linea tratteggiata indica il membro di una coppia non presente nei primi anni dello studio bimodale-SOAE.

Un altro esempio di questa instabilità è 1378 e il 1469 Hz SOAE pair. Per i primi 6 anni solo il (nominale) 1469 Hz SOAE era presente. 4 per il periodo dal 7 a 13 anni, a volte solo uno o l’altro era presente, e talvolta entrambi erano presenti durante una singola misurazione dal 14 ai 19 anni solo il (nominale) 1378 Hz SOAE era presente.Ulteriori analisi delle registrazioni di sessioni di misura in cui erano presenti sia SOAEs, utilizzando TFDS avendo superiore risoluzione temporale della nostra analisi standard DFT, hanno mostrato che i due SOAEs non erano presenti contemporaneamente.Piuttosto, c’era un on-off commutazione tra le due frequenze, di solito con un on-tempo dell’ordine di 1 s. Il soggetto sentito questo commutazione come tinnito “trillo-like”, una rapida alterazione tra due piazzole un semitono piatta parte, che è stato descritto in un altro lavoro ( Burns e Keefe 1992 ). Questo tinnito permesso una stima del livello effettivo delle SOAEs dal loudness corrispondenza ( Burns 1996 ). 5 Anche se è praticamente impossibile da vedere in Fig. Fig.22 a causa delle scale utilizzate, le piste e struttura fine del spostamenti di frequenza di questi due SOAEs sono quasi identici.

Infine, vi è il comportamento anomalo del 2277 Hz SOAE. Questo SOAE non ha mostrato alcuna variazione di frequenza significativa per i primi 9 anni, il periodo più lungo senza spostamento di qualsiasi SOAE misurata. È inoltre emerso il pendio più superficiale (-0,132% / anno) di una qualsiasi delle emissioni misurati per almeno 12 anni.

Turni di livellamento longitudinale

Spostamenti longitudinali a livello erano molto più variabili di cambiamenti nella frequenza. Un esempio rappresentativo è mostrato in Fig. Fig.3,3 , i cambiamenti di livello per l’orecchio destro del soggetto 18. Anche se, nel complesso, ci fu una generale diminuzione dei livelli di SOAE, singoli SOAEs potrebbero mostrano una diminuzione, con un incremento, o nessun cambiamento. Tuttavia, tra i 45 SOAEs misurate per più di 12 anni, 39 SOAEs hanno mostrato una diminuzione del livello e solo il 6 hanno mostrato sia un aumento del livello o nessun cambiamento. Come notato, era comune anche per i singoli SOAEs a scomparire, o per quelli nuovi a comparire. Questo era particolarmente vero in soggetti con numerosi SOAEs in un orecchio.

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Figura 3

Livello longitudinale sposta per 11 SOAEs nel soggetto 18.

Semplici curve non potrebbero essere montati più delle piazzole di cambiamenti nel livello. Pertanto, le stime di livello-turni-per-anno indicati nella tabella Table11 sono stati calcolati solo dalle differenze nei livelli tra i livelli iniziali e finali. Questi cambiamenti medi sono in qualche modo influenzati dal fatto che essi sono i grandi riduzioni dei livelli per SOAEs che alla fine scomparsi, ma non comprendono SOAEs che non erano inizialmente presente, ma inseriti successivamente nelle misure longitudinali. In generale, SOAEs hanno livelli iniziali più elevati hanno mostrato maggiori spostamenti di livello.

Una regressione lineare di livello-shift-slope on frequenza iniziale, livello iniziale, età iniziale, e la durata della misura ha mostrato un effetto altamente significativo del livello iniziale (β = -0,063 dB / anno dB SPL; r = -0,401, p = 0.00 ). Nessun altro predittori erano significative.

I risultati mostrati in Fig. Fig.33 erano rappresentativi della maggior parte dei soggetti con più SOAEs. Solo un soggetto con più di quattro SOAEs mostrato diminuzioni consistenti dei livelli di tutti SOAEs. I risultati di questo argomento sono mostrati in Fig. Fig.4.4 . Dopo il settimo di misura, che corrisponde a 14 anni, tutti i suoi SOAEs, con la possibile eccezione del più forte, mostrato diminuzioni consistenti in livello, e tre fino a scomparire completamente.

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Figura 4

Livello longitudinale sposta per sei SOAEs nel soggetto 3.

Misurazioni fini della struttura di soglia

Soglia per l’orecchio sinistro di 18 soggetti, presa al momento di misurazioni iniziali (1983, 41 età), a 11 anni (1994), e al misurazioni finali (2003), sono mostrati in Fig. Fig.5 .5 . Minima nella struttura fine spostata verso il basso in frequenza di un importo in linea con i cambiamenti di frequenze SOAE. Ad esempio, i minimi a 1640-1650 Hz (1983) 1590 Hz (1994), e il 1560 Hz (2003), corrisponde ad una SOAE cui frequenze erano 1642 Hz 1983 1595 Hz nel 1994, e il 1565 Hz nel 2003. Come indicato nell’introduzione, un SOAE non è sempre associata a un minimo.I minimi a 1470 Hz nel 1983 e 1430 Hz nel 1994 sono associati a un SOAE che era a 1465 Hz nel 1983 e 1431 Hz nel 1994. Questo SOAE non era più presente dopo il 1995; Tuttavia, il minimo a 1380/1390 Hz nel 2003 corrisponde presumibilmente alla stessa SFOAE massima, che non aveva un SOAE misurabile. Soglia belle misure di struttura ottenuti dell’orecchio destro di questo argomento anche stati coerenti con i suoi turni SOAE.

Figura 5

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Figura 5

Soglia Comportamento struttura fine per soggetto 18, sopra la gamma 800-1800 Hz, misurata nella iniziale (1983), 11 (1994), e finali (2003) anni di studio.

Come le SOAE cambiano durante la gravidanza

Figura Figure66 mostra gli spostamenti di frequenza nelle SOAEs di soggetto P1 per il periodo dal 28 settimane preparto a 48 settimane dopo il parto. Gli spostamenti di frequenza in oggetto P2 erano più o meno simili. L’unico cambiamento consistente frequenze SOAE attraverso i due soggetti è stato un aumento della frequenza di tutti SOAEs dall’ultima misura preparto per la prima misurazione post-partum, che in media circa 0,6% in entrambi i soggetti. Non c’era modello coerente in SOAE livello cambiamenti nel corso della gravidanza sia soggetto.

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Figura 6

Frequenza longitudinale sposta per cinque SOAEs in oggetto P1 durante 28 settimane di gravidanza e per 48 settimane dopo il parto.

DISCUSSIONE

Spostamenti di frequenza a lungo termine

Forse il risultato più convincente qui riportato è stato il calo in corso in frequenze SOAE di circa 0,25% / anno. Questo tasso di diminuzione era indipendente dall’età soggetto, cioè, è stato sostanzialmente lo stesso per i soggetti con età iniziale di 6 anni come per i soggetti con età finali di 60 anni. Prove da uno studio longitudinale separato di SOAEs nei bambini di età compresa tra 1 mese e 8 anni suggerisce che questa diminuzione inizia poco dopo la nascita ( Burns 1999 ). Figura Figure77 mostra gli spostamenti di frequenza di 41 SOAEs da 18 bambini. 6 Anche se vi è chiaramente molto più variabilità nei dati dei bambini, soprattutto nei primi anni, a partire dall’età di 6 mesi la maggior parte SOAEs diminuiti in frequenza e il tasso medio di diminuzione era approssimativamente la stessa di quella dei soggetti in questo studio.

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Figura 7

Spostamenti di frequenza longitudinali per 21 SOAEs di 9 soggetti di sesso femminile (linee continue) e 20 SOAEs di 9 soggetti di sesso maschile (linee tratteggiate) di età compresa tra 1 mese a 8 anni.

È interessante notare che, nei neonati pretermine si verifica il contrario. Brienesse et al.(1997) trovarono che le frequenze SOAE aumentate nei neonati pretermine. Il tasso di questo aumento è sceso da oltre 1% / settimana a 30 settimane di età concezionale a 0% / settimana a 45-50 settimane di età concezionale. Così, l’immagine complessiva delle frequenze SOAE su una durata è un rapido aumento della frequenza nei mesi appena prima della nascita termine, che cambia ad una diminuzione lenta partire nei mesi dopo la nascita termine.

La domanda generata dalla presente dati è la fonte della diminuzione apparentemente permanente in frequenze SOAE, che inizia a circa 6 mesi di età. Come notato, manipolazioni sperimentali che aumentano dell’orecchio medio risultato rigidità aumenti frequenze SOAE, in alcuni casi fino al 5% (ad esempio, Kemp 1979 ). Una relazione tra caratteristiche di frequenza e dell’orecchio medio SOAE è previsto dal modello in piedi onda perché cambiamenti nella rigidità dell’orecchio medio alterano l’impedenza di uscita della coclea e alterano la fase di così riflessa inversa viaggia onde a staffa.Shera (2003 ) in modo specifico i turni di frequenza associati a cambiamenti nella rigidità dell’orecchio medio [vedere Eq. . 19 e Fig Fig.55 in Shera, 2003 ]: aumenti della middle-ear risultato rigidità in aumenti di frequenze SOAE, e diminuisce in dell’orecchio medio risultato rigidità in diminuzioni frequenze SOAE. Pertanto, la lenta diminuzione frequenze SOAE con l’età osservata nei nostri soggetti potrebbe essere il risultato di una lenta diminuzione della rigidità dell’orecchio medio dalle età 6 a 60.

Tuttavia, ci sono una serie di argomenti contro questa spiegazione. In primo luogo, gli spostamenti di frequenza SOAE indotte da variazioni di rigidezza dell’orecchio medio sono fortemente dipendenti dalla frequenza SOAE. Ad esempio, un aumento del 100% nella rigidità risultati in un aumento di circa 1,5% in frequenza per un 1000 Hz SOAE, ma solo un aumento di 0,25% per 4000 Hz SOAE ( Shera 2003 ), un effetto sei volte.Mentre c’era un effetto significativo di SOAE frequenza iniziale nei nostri risultati, che era piccola; la differenza di spostamento di frequenza percentuale tra le frequenze SOAE minimo e massimo in un dato soggetto era al massimo un fattore 2, e di solito era meno.

In secondo luogo, l’entità delle variazioni di frequenza nei nostri soggetti potrebbe risultare solo da cambiamenti nella rigidità dell’orecchio medio, che anche si tradurrebbe in soglia turni a bassa frequenza. Ad esempio, cambiamenti nella frequenza SOAE superiore al 2% sono visti solo per variazioni di pressione ear-canal superiori a ± 200 kPa ( Kemp 1979 , Wilson e Sutton, 1981 ). I nostri soggetti hanno mostrato variazioni di frequenza totale di fino a 9% senza effetti evidenti sulle soglie uditive. 7

In terzo luogo, il tasso di spostamenti di frequenza nei nostri soggetti è stata relativamente uniforme su età range (6-12) dove metriche della funzionalità dell’orecchio medio mostrano ancora effetti di maturazione (ad esempio, Okabe et al., 1988 ). Tasso di frequenza-turno era anche divisa con l’età adulta, in cui sono stati riportati cambiamenti nella funzione dell’orecchio medio, e ha continuato ad essere uniforme in materia antica che aveva 60 anni, alla fine dello studio. Feeney e Sanford (2004) hanno riportato l’invecchiamento effetti sulla funzione dell’orecchio medio in un gruppo di soggetti, tra cui a 60 anni. Questi cambiamenti non uniformi in funzione dell’orecchio medio di età compresa tra 6 a 60 suggeriscono che è improbabile che i cambiamenti nella rigidità dell’orecchio medio potrebbero rappresentare gli spostamenti di frequenza uniformi oltre questa fascia di età.

Il principale determinata frequenza SOAE è la mappa luogo-frequenza del BM, che è, a sua volta, principalmente una funzione della rigidezza esponenziale variabile del BM dalla base all’apice. Un continuo decremento BM rigidità con l’età potrebbe spiegare il calo della frequenza SOAE con l’età. Secondo modelli attuali (ad esempio, Talmadge et al., 1998 ) sono due componenti BM rigidità, la rigidità passiva e una componente “attivo” fornito dal cosiddetto amplificatore cocleare. La componente passiva è determinata principalmente dalle fasce di fibre trasversali della BM (ad esempio, Olson e montagna, 1994 ). Non ci sono segnalazioni in letteratura per valutare eventuali cambiamenti morfologici in queste bande nel BM mammiferi su fasce di età equivalenti a quelli previsti nel nostro studio, non ci sono tutti i rapporti sulle misurazioni del passivo BM rigidità oltre questa fascia di età.

Ci sono misure indirette negli esseri umani, che potrebbero essere interpretate come il riflesso di un cambiamento di BM rigidità con l’età. Ramotowski e Kimberley (1998)misurata BM umana ritardo da viaggio onda in 91 soggetti 22-78 anni di età e hanno trovato un aumento significativo ritardare in funzione dell’età. Questo aumento di ritardo, che è indipendente dell’udito differenze di soglia, ed è il contrario di quanto ci si aspetterebbe da un aumento della larghezza di banda di sintonia con l’età, potrebbe essere il risultato di una diminuzione della velocità d’onde BM causa di una diminuzione della BM rigidità. Tra i molti avvertimenti in confrontando questi dati ai nostri dati di frequenza-shift sono che il tasso di aumento in ritardo da viaggio onda sembra diventare più grande, con l’età, che non è il caso nei dati di frequenza-shift SOAE, e non ci sono dati sulla fascia di età, dall’infanzia a giovani adulti. Si noti inoltre che, se questi dati fanno riflettere diminuzione BM rigidità, potrebbe essere causa di variazioni sia passivo o il componente attivo.

Poiché un componente di rigidezza è fornita dall’amplificatore cocleare, perdita di efficienza dell’amplificatore presumibilmente portare ad una riduzione della rigidità e una diminuzione concomitante frequenze SOAE. Tutti i tipi di emissioni otoacustiche (OAEs) sono manifestazioni dell’esistenza dell’amplificatore cocleare, e loro livelli sono assunti essere una riflessione indiretta dell’efficienza cocleare-amplificatore. Pertanto, gli studi dei livelli OAE con l’età dovrebbero fornire prove riguardanti una possibile diminuzione della BM rigidità a causa di una diminuzione dell’efficienza del amplificatore cocleare con l’età. Tuttavia, il meccanismo conduttivo deve anche essere presa in considerazione. Ad esempio, i livelli elevati ben documentati di OAE nei bambini rispetto agli adulti sono probabilmente interamente attribuibili alla immaturità nel canale uditivo e dell’orecchio medio ( Abdala e Keefe, 2006 ; Keefe e Abdala 2007). Uno studio di confronto SOAE potere ( Burns e Keefe, 1997 ), una misura che rappresenta le differenze di impedenza della sonda e il posizionamento e le dimensioni orecchio-canale, non ha mostrato differenze nella potenza media di SOAEs tra 8 anni i bambini e adulti . 8 I risultati di questo studio hanno mostrato una generale diminuzione dei livelli SOAE con l’età, ma non una riduzione coerente e uniforme in tutti i livelli SOAE come è avvenuto per la frequenza SOAE. Gli studi sui livelli di OAE evocate in funzione dell’età in adulti mostrano scarso consenso nei risultati (ad esempio, Cilento et al., 2003 ). Alcuni studi mostrano una diminuzione dei livelli di OAE con l’età, che sono indipendenti dai cambiamenti in soglia uditiva, e altri no. Nella maggior parte dei casi in cui diminuisce soglia-indipendente dei livelli OAE si vedono, alte frequenze mostrano diminuzioni significativamente maggiori rispetto frequenze basse ( Dorn et al., 1998 ).

Infine, la mappa luogo frequenza potrebbe anche essere spostato a frequenze più basse da un uniforme aggiunta di massa BM (per unità di lunghezza). Ad esempio, lungo e Talmadge (1997) hanno concluso, sulla base dei risultati di modellazione, che la spiegazione più probabile per le piccole modulazioni nella frequenza di SOAEs che sono correlati con il battito cardiaco è il piccolo aumento di massa del BM che si verifica con la aumentare il flusso di sangue ad ogni battito cardiaco. Come con BM rigidità, non vi sono misure della morfologia BMs mammiferi sulla fascia di età equivalente a quello del nostro studio che potrebbero fornire prove correlativa per un continuo aumento della massa BM con l’età.

Turni di livello a lungo termine

In contrasto con i risultati del tutto coerenti in materia di spostamenti di frequenza con l’età, i risultati per i turni di livello erano molto meno consistente, sia all’interno che tra i soggetti. Anche se ci fosse una tendenza generale per i livelli SOAE a diminuire con l’età, nella maggior parte dei soggetti singoli livelli SOAE potrebbero diminuire, aumentare, o rimangono le stesse. Una parte di questa incoerenza è ovviamente legata alla variabilità intrinseca delle misure di livello SOAE, sia all’interno che tra le sessioni, rispetto a misure di frequenza. Livelli SOAE sono molto più sensibili a External- e acustica dell’orecchio medio: sonda di calibrazione, il posizionamento della sonda, cerume nel condotto uditivo, variazioni delle dimensioni ear-canal, e cambiamenti nella funzione dell’orecchio medio tutti possono avere significativi influisce sui livelli SOAE.Grandi cambiamenti nella stabilità di frequenza di SOAEs potrebbero colpire anche loro le misure di livello, data la binwidth costante delle misure (12,5 Hz, 1983-1990, 10,8 Hz, 1991-2003).

Un altro fattore è l’interdipendenza visto spesso nei livelli di SOAEs nelle orecchie con numerosi SOAEs. Come discusso sopra, spesso la diminuzione del livello (o la scomparsa) di un particolare SOAE è accompagnato dall’aumento del livello (o aspetto) di un SOAE vicina. Perché non abbiamo incluso SOAEs apparsi dopo la sessione di misura iniziale per l’analisi dei dati, questo aspetto “risparmio energetico” di livelli SOAE non è stata completamente presa in considerazione. La correlazione significativa tra livello e livello SOAEs livello iniziale di turno-alto iniziali hanno mostrato maggiori cambiamenti, presumibilmente livello riflette l’ovvio: SOAEs di livello più alto livello hanno più da perdere prima di scomparire sotto la soglia del rumore.

Sebbene nella maggior parte dei soggetti non vi sono prove di un calo generale dei livelli di SOAE, pochi soggetti hanno mostrato un calo consistente del livello con l’età.Un esempio di questo è stato mostrato in Fig. Fig.4.4 . Questo tema è stato misurato a 6 anni I suoi livelli sono rimasti stabili SOAE fino a 14 anni, ma tutti SOAEs in entrambe le orecchie hanno mostrato una diminuzione del livello di 14 anni fino a quando la misura finale a 26 anni soglie e timpanogrammi del soggetto erano normali all’età 26, ed i suoi livelli di OAE transitori evocati erano nella fascia alta del range di normalità. Gli spostamenti di frequenza dei suoi SOAEs erano coerenti con quelli degli altri soggetti, e non hanno mostrato variazioni evidenti di pendenza tra i periodi, corrispondenti a livelli stabili e decrescenti SOAE. In breve, non c’era niente di eccezionale su questo argomento diverso dalla diminuzione uniforme dei livelli SOAE.

La spiegazione ovvia per una diminuzione dei livelli SOAE con l’età sarebbe una minor efficacia dell’amplificatore cocleare con l’età. Come discusso in Sec. 4A , la prova di una tale diminuzione è equivoca.

Stabilità a lungo termine di / instabilità a livello di frequenza

La scomparsa o comparsa di singoli SOAEs, sia a breve termine che a lungo termine, è coerente con il modello in piedi onda a causa della natura stocastica delle irregolarità impedenza che sono alla base delle onde riflesse, e le variazioni spaziali nella l’amplificazione lineare necessario per mantenere le onde ( Talmadge et al., 1998 ;Shera 2003 ). Cioè, il modello prevede le frequenze nominali in cui SOAEs può verificarsi, ma se un SOAE sarà presente in una di queste frequenze in un determinato momento, e il suo livello, dipende da fattori che possono variare sia a breve e lungo termine. Tuttavia, le instabilità di condivisione di energia notato in Sec. 3A , cioè SOAEs non contigui-linked, SOAEs contigui-linked, e SOAEs bimodali, presumibilmente riflettere la dinamica un po ‘più complicato, forse interagendo onde stazionarie tra i siti di riflessione tonotopico. Il fatto che alcune di queste instabilità sono essi stessi molto stabile anni suggerisce che almeno una porzione della base di queste instabilità può essere irregolarità robusti BM morfologia, per esempio, righe supplementari di cellule cigliate esterne in una particolare posizione ( Lonsbury-Martin et al. 1988 ).

Struttura fine della Soglia

Il fatto che la struttura fine soglia del soggetto 18 spostato in frequenza con i cambiamenti nelle sue frequenze SOAE è del tutto coerente con entrambi i risultati empirici e di modellazione ( Talmadge et al., 1998 ), sul rapporto tra SOAEs e soglia di struttura fine.

Cambiamento delle SOAE durante la gravidanza

McFadden (2008 , 2009 ) ha presentato una forte evidenza che preparto esposizione a ormoni gonadici maschili colpisce direttamente i processi cocleari che producono SOAEs; per esempio, l’esposizione a livelli elevati di ormoni maschili nel grembo materno “masculinizes” le orecchie di gemelli di sesso opposto-dizigoti femminili, che tendono ad avere un minor numero e più deboli SOAEs. Ci sono anche una serie di misurazioni uditive, sia fisiologici e psicofisici che fluttuano durante il ciclo mestruale [sintetizzato dal McFadden (1998) ]. Non è quindi irragionevole suggerire, come fannoHaggerty et al.(1993) e Penner (1995) , che le variazioni mensili di frequenza SOAEs femminili potrebbero essere direttamente collegati alla fluttuazione dei livelli del gonadi femminili ormoni estrogeni e progesterone durante il ciclo mestruale. 9

I risultati delle nostre misurazioni su due soggetti durante la gravidanza non si prestano molto sostegno a questa idea, però. L’unica variazione di frequenza costante nei SOAEs in due soggetti era un piccolo (circa 0,6%) aumento della frequenza tra l’ultima misurazione preparto e la prima misura dopo il parto. Questo è all’interno della gamma di cambiamenti osservati durante il ciclo mestruale per le femmine; considerando che gli estrogeni e progesterone durante la gravidanza, e, in particolare, dalla fine dopo il parto a poco preparto, variare di quasi due ordini di grandezza più di loro durante il ciclo mestruale ( Tulchincky et al., 1972 ). Inoltre, sia durante un normale ciclo mestruale e durante la gravidanza ci sono altri cambiamenti che si verificano, quali i livelli fluttuanti di fluidi interstiziali che potrebbero influenzare la funzione dell’orecchio medio (ad esempio, Cox, 1980 ), che, come già detto, colpisce profondamente frequenze SOAE.Nel soggetto una gravidanza dove timpanogrammi stati ottenuti ad ogni sessione di misura, il pre-parto aumento della frequenza correlata con una diminuzione di picco rispetto di circa 0,1 ml. Inoltre, come McFadden (1998) ha rilevato, la maggior parte delle misure uditive che fluttuano nel ciclo mestruale sono o definitivamente, o più probabilmente, mediate a livello post-cocleari del sistema uditivo. Sembra quindi più probabile che i piccoli spostamenti di frequenza visto in SOAEs nelle femmine durante il ciclo mestruale sono legati a orecchio effetti medi, piuttosto che i livelli di ormoni femminili per sé.

Pertinenza di frequenza SOAE sposta a passo di codifica

La seguente correlazione secondo ordine è presentato per l’esame da quei lettori interessati alla saga apparentemente infinita se passo puro-tono è codificato principalmente da luogo o informazioni temporali. Lo spostamento media frequenza SOAE del 0,25% / anno porta ad uno spostamento semitono in frequenza dopo 24 anni. La maggior parte dei possessori di passo (AP) rapporto assoluto che la loro AP sposta di un semitono circa ogni 20 anni ( Ward, 1999 ). La direzione di pitch shift è, assumendo luogo codifica di campo, coerente con una diminuzione della frequenza corrispondente ad un posto particolare lungo la BM come risultato di, per esempio, una diminuzione di rigidità del BM. L’esistenza di un farmaco, che sposta reversibilmente AP ( Chaloupka et al., 1994 ), suggerisce un esperimento ovvio, utilizzando soggetti che possiedono sia AP e SOAEs, che porterebbe sia una correlazione primo ordine tra spostamenti di frequenza SOAE e spostamenti in AP, o potrebbe illustrare l’irrilevanza di questi cambiamenti a passo di codifica.

CONCLUSIONI

SOAEs diminuiscono uniformemente in frequenza a circa 0,25% / anno da poco dopo la nascita di almeno 60 anni di età .Le SOAEs diminuiscono anche di livello con l’età, ma a differenza della diminuzione della frequenza, diminuisce di livello non sono uniformi o coerenti sia all’interno che tra i soggetti. Ormoni gonadici femminili, probabilmente non hanno un effetto significativo sulle frequenze SOAE.

Note

Kohler e Fritze (1992) ha dato il cambiamento medio annuo come 1,4%. Tuttavia, una lettura dei dati dimostra che questo è stato un errore e il valore reale è 0,14%.

2 Super-emettitori sono arbitrariamente definiti come avente 12 o più SOAEs in almeno un orecchio; possedendo almeno un SOAE maggiore di 10 dB SPL; e, ad un certo punto, che possiede una delle instabilità legati discussi nell’introduzione.

3 Alcuni ricercatori preferiscono basare misure di frequenza SOAE sul valore ottenuto dopo la deriva lenta, che spesso segue il posizionamento del microfono nell’orecchio, è dissipata. Tuttavia, ciò comporta avente le materie siedono tranquillamente nella cabina per un massimo di 30 min, che ovviamente non è pratico per soggetti giovani, e quindi non si ha fatto. In ogni caso, non è chiaro che l’attesa per questo cambiamento apparentemente efferente-based, che è molto variabile tra i soggetti, porterebbe a misure ripetute meno variabili attraverso le sessioni.

4 SOAEs in questo documento sono indicati con le loro frequenze nominali, cioè, le loro frequenze quando sono stati misurati prima. Con il tempo il SOAE a 1378 Hz è apparso, nel sesto anno di misurazioni, il 1469 Hz SOAE era sceso in frequenza a 1440 Hz. A questo punto, quindi, la separazione tra questi SOAEs (circa 4%) è inferiore alla distanza minima caratteristica di circa il 6% in questa gamma di frequenza, anche se ancora nel range di variabilità di caratteristiche spaziatura minima ( Shera 2003 ). In questo senso questa coppia SOAE era atipica per un’instabilità bimodale, dove l’usuale spaziatura è dell’ordine di 1% -2%.

5 SOAEs stabili sono di solito impercettibile per il loro possessore o sono molto deboli, anche se misurata a livelli relativamente elevati nel condotto uditivo. Presumibilmente questo è perché SOAEs sono soggette allo stesso tipo di adattamento che si misura psicofisica a basso livello, stimoli puro-tono, cioè, “adattamento loudness” e “degrado tono” (ad esempio, Scharf 1983 ). SOAES che sono instabili in livello e / o la frequenza sono, in misura diversa, pubblicato da questo adattamento. Per SOAEs bimodali, che commutano apparentemente frequenze e sono sia “on” o “off” ad una particolare frequenza, e per le condizioni temporali in cui la “on-tempi” di questi SOAEs sono abbastanza a lungo che l’integrazione volume è completo (circa 200 ms) e abbastanza quindi non c’è adattamento volume (circa 500 ms) breve, il livello equivalente del SOAE può essere determinata confrontando il livello nel canale uditivo, ottenuto da STFT analisi, con i livelli di toni abbinati in volume ai SOAEs. Per l’accoppiamento 1378/1469, e un’altra coppia bimodale nello stesso soggetto, i SOAEs stati abbinati in volume da toni cui livelli nel canale uditivo erano da 15 a 20 dB superiori ai livelli dei SOAEs nel canale uditivo. Il valore di 30 dB proposta in Burns 1996 illustra il pericolo della pratica di presentare abstract basati su dati preliminari.

6 Si noti che, perché alcuni dei SOAEs nei bambini non sono stati osservati nelle prime sessioni di misura a causa delle condizioni di misura rumorosi, la domanda di spostamenti di frequenza in questa figura è la (8 anni) misurazione finale, piuttosto che la misura iniziale nelle nostre altre figure.

7 I soggetti che hanno mostrato il più grande spostamento di frequenza cumulata sono stati quelli studiati più a lungo, l’autore e due dei suoi figli (18 soggetti, 3 e 6). Soglie misurati in questi soggetti al termine dello studio erano entro i limiti normali, ad eccezione della perdita ad alta frequenza (8 kHz) nel autore, che era stato già attualmente di misurazioni iniziali.

8 Per SOAEs misurati nelle orecchie di adulti e bambini, la potenza assorbita dalla sonda Etymotic ER-10C dalla maggior parte dei SOAEs variava 0,1-10,0 aW, con la potenza assorbita dai SOAEs più alto livello grandi come 400 aW . La potenza è stato stimato dalla SOAE SPL registrata dal microfono sonda, l’impedenza del generatore misurata della sonda ER-10C, ei risultati calcolato utilizzando un modello a linea di trasmissione acustica del canale uditivo tra la membrana timpanica e la sonda. Il modello assume che il canale auricolare è stato adeguatamente rappresentato da un tubo cilindrico finita con pareti rigide e senza perdita; queste ipotesi sono ritenute valide per i bambini più grandi e gli adulti. Il modello è stato specificato in termini di ear-canal sezione trasversale e lunghezza. Il volume del canale auricolare è stato stimato utilizzando una misurazione timpanometrico, assumendo la stessa profondità di inserimento della sonda e la sonda timpanometria ER-10C. Eventuali piccole differenze di profondità di inserimento produrrebbero solo piccoli errori nella potenza calcolata per l’assenza di effetti standing-onda nel canale uditivo nella gamma di frequenza delle misurazioni SOAE. L’orecchio-canale sezione trasversale è stato stimato acusticamente sulla base di misurazioni di riflettanza ( Keefe e Abdala, 2007 ), e la lunghezza del orecchio-canale è stato calcolato come il rapporto tra il volume di zona.Haggerty et al.(1993) anche suggerito la possibilità che la melatonina pineale, i cui livelli correlano con il ritmo circadiano, possono controllare le variazioni del ciclo mestruale in frequenza SOAE. Tuttavia, i risultati più recenti ( Parry et al., 2006 ) indicano che i livelli di melatonina sono stabili nel corso del ciclo mestruale in soggetti normali.

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